Il nome Lucrino deriva dal latino lucrum (lucro, guadagno, profitto) per gli allevamenti di pesci e soprattutto di ostriche che intorno all'anno 90 a.C. vi aveva installato il senatore romano Sergio Orata, divenendo in breve tempo uno degli uomini più ricchi dell'epoca.

Nel I secolo a.C. a causa del moto bradisismico discendente, irrompendo le onde del mare nel lago e danneggiandone gli impianti, gli allevatori richiesero al Senato Romano di intervenire; le opere di restauro e di soprelevazione dell'istmo che separava il lago dal mare (Via Herculea) furono realizzate da Giulio Cesare, e magnificate da Virgilio.

Gli allevamenti di pesci e ostriche, molto redditizi, proseguirono per tutto il periodo dell'impero romano, come attestano le famose fiaschette vitree puteolane di IV secolo, sulle cui pareti sono rappresentati i principali monumenti della costa che va da Pozzuoli fino a Miseno. In modo particolare le fiaschette conservate a New York, Varsavia e Ampurias mostrano gli impianti di allevamento delle ostriche quali reticoli di palafitte realizzati con pali lignei, ai quali sono sospesi delle corde che - come delle collane - presentano infilate delle ostriche; la scritta OSTRIARIA che vi è associata, non lascia ombra di dubbio su quanto vi è rappresentato.

La via Herculea

Portus Julius da Punta Epitaffio - Il tracciato dell'antica strada romana via Herculea, che correva sull'argine che separava l'antico lago di Lucrino dal mare, oggi sommersa per effetto del bradisismo, è riconoscibile nei giorni di mareggiata in quanto che, trattandosi di un bassofondale, le onde vi si infrangono di sopra. La curvatura in fondo è dovuta all'interruzione della strada per la presenza dell'antico canale di ingresso nel lago.

Il sottile istmo che separa il lago di Lucrino dal mare, secondo il mito, venne attribuito a Eracle che l'avrebbe creato quando dal remoto occidente condusse in Grecia i buoi che aveva rubato al mostruoso Gerione. Sull'istmo fu successivamente costruita una strada che, in ricordo dell'eroe, fu chiamata Via Herculea o Via Heraclea.

Nel I secolo a.C., venendo la via Herculea invasa dalle onde marine, Giulio Cesare ne curò il restauro soprelevandola.

Nel 37 a.C. Agrippa tagliò l'istmo carrozzabile per permettere alle navi di accedere nel bacino del lago Lucrino trasformato temporaneamente in porto militare, e ricollegando i due tronconi di strada con un ponte ligneo mobile.

La strada carrozzabile che oggi passa sull'istmo fra il mare e il Lago Lucrino non corrisponde minimamente al tracciato dell'antica via Herculea. Infatti, per effetto del bradisismo la via Herculea è attualmente sommersa nel mare a 3,50 - 4,00 metri di profondità, situandosi parallelamente alla costa di Lucrino a 350 - 500 metri più al largo. L'antica via è perfettamente riconoscibile su fotografie aeree, in giorni di mareggiata, oppure eseguendo delle immersioni.

Il porto militare

Nel 37 a.C., nel corso della guerra navale che vide contrapporsi Ottaviano a Sesto Pompeo, Marco Vipsanio Agrippa a sostegno di Ottaviano installò nel Lago d'Averno e nella parte destra del lago Lucrino un porto militare, Portus Julius, mentre gli allevamenti ittici proseguivano nella metà sinistra del lago. Per permettere alle navi di accedere nel bacino, egli tagliò l'istmo carrozzabile della Via Herculea, realizzando un canale di ingresso di 300 m formato da due lunghi muri paralleli, che veniva scavalcato da un ponte ligneo mobile che garantiva la percorribilità dell'istmo. Il Portus Julius ebbe vita breve nel Lucrino, in quanto che il bacino, essendo poco profondo e andando soggetto a insabbiamento, risultò ben presto inadatto alle pesanti navi da guerra. Infatti già nel 12 a.C. la flotta militare imperiale venne trasferita a Miseno, mentre gli impianti portuali nel lago Lucrino continuarono a essere utilizzati per scopi civili e commerciali.

Ville e terme

Il Lucrino fu un lussuoso luogo di villeggiatura dell'epoca romana che, rientrando fra gli insediamenti costieri particolarmente amati dai Romani per l'amenità dei luoghi, vide sorgere lungo tutta la costa magnifiche ville e dimore di soggiorno di personaggi di rango dell'epoca, in un continuum che andava da Puteoli a Baiae, a Misenum.

Oltre al già citato Sergius Orata, ebbe una villa che si affacciava sul Lucrino Marco Tullio Cicerone, villa da lui chiamata Cumanum o Academia, famosa fin dall'antichità poiché ospitò le spoglie dell'imperatore Adriano, morto nel 138 in uno dei palazzi imperiali nella vicina Baia. Dopo la morte di Cicerone, la villa passò di proprietà ad Antistio Vetere il quale, eseguendovi dei lavori di ristrutturazione, vi rinvenne una sorgente di acqua termale, cui accenna Plinio, e che nel medioevo veniva ancora chiamata Balneum Ciceronis o Balneum Prati e utilizzata a fini curativi.

Il Lucrino ha visto sgorgare intorno al suo bacino la massima concentrazione di fonti di acque termali. Esse sono attestate sia dai resti di impianti termali di epoca romana, tuttora riconoscibili intorno al suo specchio d'acqua, sia dal catalogo che nel XIII secolo compilò Pietro da Eboli (vedi più sotto).

Molte delle sorgenti termali esistenti in epoca romana e utilizzate nel medioevo a fini terapeutici, sono andate irrimediabilmente distrutte nel 1538 a seguito dell'eruzione del Monte Nuo.

 

Fonte Wikipedia