Le componenti che maggiormente caratterizzano l’economia caratterizzano l’economia flegrea, a seguito del declino dell’attività industriale, sono, oggi, il turismo, la pesca, l’agricoltura e il commercio. Il turismo ha radici antiche. I Romani frequentavano questa zona per le numerose e portentose acque termali. Nel medio Evo fu sempre il trialismo ad attirare i forestieri. Dalla fine del secolo XVI si sviluppò un turismo culturale per il vasto patrimonio archeologico; nei secoli successivi i Campi Flegrei diventarono una tappa d’obbligo del Grand Tour. Da qualche tempo a questa parte si registra la rivalutazione della pesca e dell’agricoltura, con prodotti di prima qualità e la riscoperta di metodi produttivi antichi.

Le variopinte paranze, le cianciale e le numerosissime barche, ancorate nel porto di Pozzuoli, forniscono prelibato pesce per i palati più esigenti. Il Mercato Ittico merita una visita per la sua funzionalità e il colorato ambiente dei banchi, ricco di variopinto prodotto del mare. L’agricoltura sta ritrovando il suo passato valore, particolarmente con la viticoltura e la riproposizione di storici vini locali. Dichiarato D.O.C., come il Falerno, la Falangina e père ‘e palammo, già diventati molto ricercati.

Il luogo per manifestazioni teatrali di grande livello artistico è, certamente, il capace anfiteatro neroniano-flavio, il terzo in Italia per dimensioni dopo il Colosseo e quello di Capua, già destinato a tale scopo nel lontano 1983 e poi abbandonato per i noti eventi bradisismici.

Un recente intervento di restauro conservativo e la realizzazione di una struttura lignea, moderna e funzionale, ma rispettosa delle preesistenze archeologiche, consentono l’utilizzo del monumento, come era in antico, con gli spettatori non solo in un’apposita area della cavea, ma anche nell’area.

Nel periodo estivo vengono programmate rappresentazioni teatrali e concertistiche di elevato respiro culturale, in uno scenario mozzafiato che non ha nulla da invidiare all’Arena di Verona o ai teatri di Taormina e di Agrigento.

Già nel passato, Pozzuoli era famosa per la ristorazione, caratterizzata d pietanze a base di prodotti del mare. Primeggiò tra i cuochi dell’Ottocento il napoletano Gennaro Polisano che, nel diruto ospizio dei Cappuccini a mare, installò la sua frequentatissima taverna.

Nei colorati violetti del borgo marinaro, nei pressi della darsena, sono sorti numerosi e convenienti ristoranti e trattorie, i cui menu, speciali e fantasiosi, utilizzano pesce e frutti di mare freschissimi in un condimento genuino e contorni di capricciose e fresche insalate della buona e vulcanica terra flegrea, che sono una gioia per gli occhi e il palato dei turisti italiani e stranieri.

Il fenomeno della gastronomia sta interessando anche gli altri centri flegrei e registra un’affluenza sempre più numerosa di napoletani e gente dell’hinterland campano.

La centrale posizione geografica dei Campi Flegrei, e di Pozzuoli in particolare, nella regione campana favorendo lo sviluppo di collegamenti con altre notissime località turistiche. Da Napoli, con la quale i Campi Flegrei sono collegati con servizi di pullman e con le ferrovie Cumana e dello Stato, è facile recarsi a Ercolano, Pompei e Caserta. Da Pozzuoli è possibile raggiungere in brevissimo tempo Sorrento, la Costiera Amalfitana, Capri, Ischia, Procida e, durante il periodo estivo, anche Ponza e Ventotene.

Pozzuoli e i Campi Flegrei offrono un’originale combinazione di città, isole, laghi, vulcani, natura, archeologia, arte, cultura e spettacoli che poche località turistiche hanno motivo per cui fermarsi qualche giorno sarà veramente piacevole ed indimenticabile.