• Ovunque si guardi, si rileva l’impressionante natura vulcanica dell’ambiente, con dolci colline degradanti verso il sicuro golfo puteolano. I fenomeni endogeni flegrei, accompagnati da fragori e boati, dettero origine alla credenza popolare che in questa zona dovette concludersi la battaglia dei Giganti contro Zeus, imprigionati dentro crateri dopo la sconfitta.

Di questi numerosi vulcani ormai spenti, uno è ancora attivo: la Solfatara, con le sue numerose fumarole e fangaie bollenti, nota nell’antichità con l’appellativo di forum Vulcani, la piazza di Vulcano, dio del fuoco.

Connesso al vulcanismo, che nell’antichità e fino a recente passato, rese noti i Campi Flegrei in tutto il mondo. Oggi è avviata la fase del suo rilancio per offrire valide occasioni salutari e sportive.

Lungo la costa, specialmente in quella del borgo di Pozzuoli, si possono vedere i drammatici segni del noto fenomeno del bradisismo che, nell’ultimo trentennio, ha determinato prima una castrone socio-urbanistica e poi, mediante opportune ristrutturazioni degli edifici, una riqualificazione dell’ambiente, specialmente del centro antico di Pozzuoli.La particolare e naturale forma del golfo di Pozzuoli, che permette tuttora sicuri approdi, fu la fortuna dell’antica Puteoli, porto commerciale di Roma.

  • Dall’inizio del secolo, la balneazione marina occupò un posto di tutto riguardo nell’economia dei Campi Flegrei. Oggi la valorizzazione della costa è in una fase molto avanzata.

I laghi Lucrino, Averno, Fusaro, e Misero (Mare Morto), oltre ad essere un peculiare aspetto dell’ambiente flegreo, sono legati a episodi storici-mitologici e all’oltretomba.

L’Averno fu ritenuto l’ingresso all’Ade, il Fusaro la palude Acherusia, mentre il Mare Morto di Misero ci rimanda all’episodio di Plinio il Vecchio e all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che distrusse Ercolano e Pompei.

Il vulcano Monte Nuovo, così detto perché sorto tra il 29 e il 30 settembre del 1538, con una terribile eruzione, ospita l’omonima “ Oasi Naturalistica”, i cui obiettivi sono la salvaguardia e la valorizzazione, attraverso la conoscenza, del patrimonio botanico dei Campi Flegrei.

Stesse finalità, con l’aggiunta della protezione della fauna, registra la riserva naturale nel vasto e intatto cratere degli Astroni.